Dimmi come ti parli… e ti dirò chi sei!

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Premetto che ho pensato questo articolo parlando a un giocatore di basket, ma è ugualmente valido anche per chi fa un altro sport. E allora dimmi come ti parli e ti dirò chi sei!

Sparlarsi addosso distrugge la concentrazione e la prestazione.

Durante una partita di pallacanestro è molto facile notare e sentire qualche giocatore che parla contro se stesso, mostrando comportamenti che denotano la presenza di una condizione emotiva negativa, esasperata, che danneggia la concentrazione sull’azione successiva.

Tutti abbiamo visto le classiche scenette in cui un giocatore si dà dello stupido tornando in difesa dopo aver sbagliato un’azione d’attacco. Oppure un giocatore che si dà delle botte dopo un errore; o che durante l’esecuzione di un tiro libero scuote la testa sconsolato pensando a un errore precedente.

Questo accade proprio perché i giocatori non sono stati allenati a gestire con efficacia i momenti di stress agonistico.

Per giocare bene a basket, così come in tutti gli altri sport, bisogna volere e sapere ragionare. Ma questo diventa molto difficile se dominano stati d’animo di rabbia o di svalutazione di se stessi.
Altrimenti non si sa dove dirigere l’attenzione.

Tutti vogliono vincere! Ma quando inizia la partita l’emotività sale e se non la si controlla, già al primo al primo errore si inizia a tormentarsi, distraendosi dal gioco.

Il basket mette a dura prova le convinzioni di ognuno. Non si può pareggiare come nel calcio, non è opportuno scaricare la responsabilità sui compagni di squadra, non si può incolpare il destino: sono infatti tanti gli errori che bisogna fare per perdere una partita.
Bisogna accollarsi la responsabilità di come si sta giocando e ragionare per fare qualcosa di diverso fin dai primi momenti di caduta dell’attenzione.
Facile a dirsi dall’esterno, direte voi… Ma come applicare questa regola a sè stessi’

Questo atteggiamento positivo lo si costruisce innanzitutto diventando il principale tifoso di sé, e non il principale denigratore.

Dopo un errore l’atleta deve fare sempre due cose per tornare a focalizzarsi sul gioco:

  • Incoraggiarsi (e non in maniera generica, ma specifica verso di sè);
  • Darsi una semplice istruzione tecnica che aiuti a evitare di ripetere un errore (es: “Devo fare il tagliafuori!”).

Solo in questo modo sarai concentrato sul gioco.

Incoraggiarsi è necessario per mantenere un livello elevato di concentrazione e di controllo delle emozioni mentre l’istruzione tecnica serve a indicare cosa/come fare per spendere in modo efficace questa energia mentale.

La partita è come una battaglia: per sopraffare il nemico bisogna avere fiducia nelle indicazioni ricevute dal proprio comandante, che in questo caso siamo noi stessi. Certo, esistono eccezioni a questo modo di agire, ma sono rare.

Perciò fai i compiti a casa: stabilisci una lista di cose da fare o a cui prestare attenzione quando ti trovi in difficoltà:

  1. Qual è il suggerimento tecnico per me più importante in questo periodo?
  2. Cosa fare quando il tiro (o ciò che non ti riesce) non entra?
  3. Come posso fare per ridurre la rabbia o delusione di questo momento?
  4. Cosa posso dirmi per incoraggiarmi?
    5. Qual è il suggerimento tecnico per me più importante in questo periodo?

E tu? Quali suggerimenti ti sei dato per incoraggiarti?

Contattami o scrivimi direttamente a coachbrus@gmail.com e magari ne possiamo parlare assieme.

Il tuo feedback è importante!

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