PERCHE’ UNA PERSONA O UN GRUPPO DEVONO SCEGLIERE DI LAVORARE CON UN COACH ?

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Ci sono molte ragioni per le quali una persona o un team devono scegliere di lavorare con un coach, se anche tu ti stai facendo queste domande o devi affrontare alcune di queste situazioni devi farci un pensiero serio

Alcune tra le principali sono:

• Vuoi crescere come persona e come professionista ?
• Devi affrontare una sfida ? Un obiettivo o una grossa opportunità ?
• Hai il desiderio di ottenere risultati più rapidamente?
• Non sei soddisfatto della direzione presa dal tuo lavoro e dalla tua vita?
• Hai paura del fallimento ?
• Ti Sembra sempre tutto troppo difficile di fronte ad una scelta ?
• Senti di potere dare di più ma non hai un metodo?

COME AVERE UNA MENTE DA GARA NELLO SPORT E NELLA VITA.

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Come avere una mente da gara nello sport e nella vita .
Te lo faccio raccontare da Jacopo , un esempio !!!

Chi fa un Ironman (nota, vedi se chiamarlo ironman o gara di triathlon lungo…. che e’ piu’ corretto ma meno di effetto – userei “una gara di endurance”) ha un lavoro che gli lascia molto tempo libero.
Chi prepara un Ironman trascura gli affetti.
Chi prepara un Ironman ha un lavoro che lo impegna poco.

Allora cosa dire di chi prepara il Norseman? Una delle gare di triathlon lungo piu’ dure al mondo?

Allora cosa dire di Jacopo?

Jacopo ha una famiglia che adora, e’ comune sentirlo ‘oggi non mi alleno, voglio giocare con mia figlia’ .
Jacopo ha un lavoro da libero professionista che lo impegna in maniera importante.
Jacopo ha amici, interessi e una vita piena che non si limita agli allenamenti…

Ma allora chi e’ Jacopo? Scopriamolo assieme a lui:

Raccontaci la tua prossima gara? So che sarà un triathlon estremo.
Esattamente: il Norseman edizione 2017. Si tratta di una gara a sorteggio sulla distanza Ironman (3,8 Km Nuoto; 180 Km bici; 42 Km corsa), ci ho provato per tre anni e solo ora sono stato sorteggiato.
La gara si svolge in Norvegia ed è molto particolare: si nuota in un fiordo con partenza alle ore 5 di mattina lanciandosi da una nave in un’acqua con temperatura di 12-13 gradi.
Poi la frazione bici con un dislivello di circa 3000mt, e la probabilità di condizioni climatiche veramente dure (l’anno passato 2 gradi con piogge torrenziali).
La corsa, dopo i 180 Km di bici, si snoda su un percorso di montagna con un arrivo in quota a 2700mt; con due cancelli temporali però, devi arrivare al primo cancello tra i primi 160 altrimenti la gara prosegue per un percorso alternativo e non hai la soddisfazione di prendere la mitica maglia nera simbolo dei migliori. Veramente dura…
Ora la domanda che si fanno tutti quelli che non fanno sport: perché?
Perché arriva la voglia di misurarsi nuovamente con i propri limiti, con qualcosa di non definito, ignoto se vogliamo…e di affrontare tutte le incertezze del caso.

Questo blog si chiama una mente da gara. Cosa significa per te avere una mente da gara ?
Significa saper trovare l’equilibrio tra il livello di preparazione fisica ed una serenità tale da esprimere tutte le nostre potenzialità per scaricare i tanti mesi di allenamento.
Inoltre è essere consapevoli che ogni allenamento è un piccolo mattone per raggiungere il mio obiettivo.

Come influisce il tuo atteggiamento mentale sulle tue performance?
Quando sono tranquillo, cioè con la mente libera dalle ansie di prestazione, il mio corpo fa quello che sa fare, che è molto di più di quello che pensiamo possibile. Devo arrivare rilassato, con la mente sgombra e con la consapevolezza profonda di avere fatto i “compiti a casa”: Ti porto rispetto ma non mi fai paura.

Pensi che il supporto di un mental coach sia utile ?
Sicuramente, l’approccio mentale è determinante. Ho già avuto una esperienza in una gara estrema. Sono gare che vanno rispettate e prese per le corna. Ovvero portare rispetto ma non farsi schiacciare dalle paure dovuta alla distanza, dalle condizioni meteo o dai commenti di altre persone. Per cui un supporto di un professionista è determinante.

Come il tuo essere atleta ti aiuta nella tua vita lavorativa?
Mi aiuta tanto, paradossalmente penso di avere superato un momento di crisi che ha implicato una scelta di cambiamento lavorativo radicale grazie a quello che ho imparato durante la mia vita sportiva… Con la consapevolezza che con il giusto approccio tutte le salite si superano, sia quelle reali sia quelle metaforiche.

UNA STRATEGIA PER AUMENTARE I TUOI RISULTATI !!!

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Vuoi conoscere una strategia per aumentare i tuoi risultati : si tratta della visualizzazione o IMAGERY .

Puoi migliorare con questo strumento le prestazioni atletiche? Certo !!!
In realtà molti atleti usano la visualizzazione ogni giorno come parte del loro regime di allenamento e con grande successo.
Questi atleti parlano di una serie di vantaggi che hanno ricevuto attraverso la visualizzazione tra cui:

• Fiducia
• Più attenzione
• Più tranquillità sotto pressione
• Congruenza tra pensiero e azione
• Miglioramenti in termini di prestazioni

Sei scettico? Pensi che non faccia per te? Lo so. Succede a tutti i miei atleti quando spiego di cosa si tratta. A dire il vero trae un po’ in inganno il termine visualizzazione. Sarebbe più corretto usare il termine inglese IMAGERY. Se senti la parola visualizzazione pensi alla vista, giusto?
Invece, la tecnica a cui si fa riferimento riguarda tutti i sensi,immaginazione come parola è ok, ma poi vieni scambiato per uno che sogna ad occhi aperti 🙂

Per i più secchioni, una definizione più precisa per il contesto sportivo considera imagery come “l’uso di tutti i sensi per creare o ricreare un’esperienza nella mente” (Vealey e Greenleaf, 2006);

Questa definizione contiene tre elementi chiave:

1) attraverso l’immaginazione si può rivivere un’esperienza nella nostra mente o crearla ex-novo. Si può quindi ricreare mentalmente una situazione rivivendo un’esperienza positiva passata oppure rappresentandosi in azioni o movimenti di altri. D’altra parte, il sistema nervoso è in grado di organizzare in modo assolutamente nuovo gli elementi depositati in memoria;

2) l’immaginazione è un’esperienza polisensoriale;

3) l’immaginazione non richiede necessariamente la presenza di stimoli esterni antecedenti.

Se i miei atleti fanno le facce strane quando gli parlo di imaginery racconto una storia : la storia del colonello Hall.
Il colonello Hall è stato catturato durante la guerra del Vietnam e fu tenuto prigioniero per oltre cinque anni e mezzo in una cella di due metri e mezzo per due metri e mezzo. La maggior parte del tempo la passò in isolamento.
Per tenere la mente occupata immaginò ogni giorno di giocare a golf, la sua grande passione. Visualizzava nel dettaglio il campo dove era abituato a giocare e dove aveva raggiunto un buon livello. Si immaginava mentre affrontava le diciotto buche del campo,concentrando la sua attenzione sulle sensazioni, sui suoni, sugli odori e sulle immagini.
Dopo essere stato liberato, l’ex prigioniero venne invitato a giocare a golf.
Con grande stupore dei suoi compagni, il Colonello Hall migliorò il suo punteggio di più di cinque anni prima, nonostante le condizioni fisiche precarie e non tenesse in mano una mazza da golf dal giorno della sua partenza per la guerra.

Quanto più utilizzi questa tecnica in maniera corretta tanto più avrai la probabilità di replicare le prestazioni immaginate mentre gareggi.

Ora come tutte le tecniche va imparata.Ecco i punti chiave

1. RILASSAMENTO E RESPIRAZIONE : stai per immaginare una nuova realtà, è necessario che la tua mente sia sgombra da ogni altro pensiero. Siediti comodamente in un luogo tranquillo. Isolati dall’ambiente circostante, accertandoti di non venire disturbato. Per lo stesso motivo spegni la luce, il computer, e ovviamente il cellulare. Infine, rendi il tuo respiro più profondo e più lento
2. SPAZIO : comincia ad immaginare il luogo della tua nuova realtà. Procurati più dettagli possibili , magari documentandoti su internet. Più saranno fedeli al vero le immagini che vedrai nella tua mente più ti aiuteranno quando arriverà il momento della gara.
4. TEMPO : devi strutturare una nuova situazione, cioè qualche cosa che vivrai in futuro. In altre parole devi girare un nuovo film , non devi proiettarne uno già visto, anche se positivo. Affidati alle tue esperienze positive e ai tuoi punti di forza e crea un nuovo finale.
5. DETTAGLI : ora che sai dove e quando il tuo nuovo “film” si svolgerà, comincia a creare le scene. Il maggiore numero di dettagli presenti nella scena renderà la visualizzazione efficace. Cosa stai indossando, chi è presente, quali suoni senti, quali emozioni provi? Immagina gli spazi, i suoni, i sapori, le sensazioni e gli odori mentre esegui tua performance.
6. AZIONE: sei il protagonista e immagina cosa farai . Visualizza la tua migliore performance. Non metterti dei limiti. Ricorda sempre che la mente non fa differenza tra una cosa vividamente immaginata da una cosa realmente vissuta. Proprio come succede al cinema quando ti immedesimi nel protagonista del film. Ricorda che l’importante è immaginare sé stessi nel momento in cui si compie l’azione.
7. VELOCITA’: quando visualizzi il tuo film, fallo alla stessa velocità con la quale lo vivrai.
8. COSTANZA: devi esercitarti con grande costanza. La visualizzazione è una tecnica, che al pari dell’allenamento fisico, migliora con la pratica. Inoltre nel tempo migliora la sua efficacia.

Ti piacerebbe avere prestazioni eccellenti anche in condizioni esasperate? Impara e utilizza l’IMAGERY !!!
Chiedimi un aiuto. Contattami coachbrus@gmail.com

COME CREARE UNA NUOVA ABITUDINE

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Oggi stavo facendo una sessione di coaching via skype con un atleta, il ragazzo non era in uno stato d’animo ottimale (… per dirla tutta era come sotto un treno).
Vedeva tutto nero !!! La faccio breve, con una serie di domande ha capito che cambiando i suoi comportamenti, quindi le sue abitudini avrebbe risolto le sue momentanee difficoltà.
SEMPLICE !!!
Spesso tendiamo a sottovalutare l’importanza delle abitudini, ma la somma delle nostre abitudini costituiscono i nostri comportamenti. In molti casi le nostre abitudini nascono spontaneamente o per semplice comodità. Alcune di queste sono positive e altre no.
Il problema nasce quando pensiamo alle abitudini come qualcosa che siamo costretti a subire. “Sono stato sempre abituato a fare così”, “Che ci posso fare, sono fatto così”, sono tipiche frasi che tendono a scaricare all’esterno la responsabilità di certi nostri atteggiamenti. Viviamo con il pilota automatico inserito. Sappiamo che le abitudini sono una soluzione sviluppata dal nostro cervello per risparmiare energie. Solitamente infatti le attività che svolgiamo in modo abitudinario non richiedono concentrazione e nemmeno un particolare coinvolgimento emotivo, tutto questo permette quindi di risparmiare tempo e fatica.
Ma se hai interiorizzato un’abitudine negativa ?
Pensi che creare un’abitudine positiva possa essere vantaggioso per te ? Certo che si perché puoi permetterti di esprimere tutto il tuo potenziale.
A questo ragazzo ho raccontato anche una storia che può essere utile anche a te: la storia della rana bollita.
In effetti la storia della rana bollita riguarda una ricerca condotta dalla John Hopkins University nel lontano 1882. Durante un esperimento, alcuni ricercatori americani notarono che lanciando una rana in una pentola di acqua bollente, questa inevitabilmente saltava fuori per trarsi in salvo. Al contrario, mettendo la rana in una pentola di acqua fredda e riscaldando la pentola lentamente ma in modo costante, la rana finiva inevitabilmente bollita.
Perché questa storia? Perché questo esperimento descrive esattamente il modo in cui funziona anche il nostro sistema nervoso.
Ogni volta che introduciamo un cambiamento radicale nella nostra vita, il nostro cervello, come la rana nell’acqua bollente, cerca disperatamente di ritornare nella sua zona di comfort, annullando ogni nostro tentativo di cambiamento. Risultato? Rimani la punto di partenza frustrato !!!
Al contrario, per ottenere un cambiamento duraturo, l’unica tecnica realmente efficace consiste nell’introdurre piccoli cambiamenti, ma in modo costante.
Nel breve periodo, questi piccoli cambiamenti sono impercettibili per il nostro sistema nervoso, ma nel lungo termine proprio questi piccoli passettini ci permetteranno di ottenere enormi trasformazioni.

ED ECCOCI AD UN PUNTO IMPORTANTE. PER CREARE UN’ABITUDINE COSA SERVE
• Prima di tutto serve tempo!!! (gli esperti ci dicono almeno 28 giorni)
• Le cattive abitudini non si possono cambiare ma sostituire.
• Serve una strategia.

LE CINQUE STRATEGIE PER CREARE UN’ABITUDINE
1. Cambia un’abitudine alla volta.
2. Associa dolore ad una tua vecchia abitudine : cioè pensa a tutte le volte che ti ha creato problemi.
3. Trova una nuova abitudine buona per te,buona per gli altri
4. Associa piacere alla tua nuova abitudine. Questa abitudine una volta condizionata quali vantaggi può portarti ?
5. Crea una routine

Ti è stato utile questo articolo ? Che ne pensi ?
P.S. se vuoi ricevere più informazioni contattami .

CHI VA CON LO ZOPPO…..

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Tu vai con lo zoppo?
Non ti sto prendendo in giro !!! Sei consapevole delle persone che frequenti ? Il tuo ambiente (squadra, amici , allenatore, famiglia ecc.) ti influenzano in maniera negativa ed eccessiva
Voglio, con questo articolo, parlarti di come il tuo ambiente condiziona i tuoi risultati.
Per ambiente non si intende solo l’ambiente fisico, ma tutto ciò che dall’esterno ci influenza. Il primo fattore da considerare sono le persone che ti circondano .
Tutti noi facciamo quello che le persone che frequentiamo si aspettano da noi.
Se frequenti persone che hanno standard elevati, per compiacerle tenderai ad alzare più che puoi anche tu il tuo livello di vita, di comportamenti, abitudini, di libri che leggi, di film che vedi, di argomenti che discuti…
Se invece frequenti persone con standard di vita più bassi del tuo, tenderai ad abbassare anche il tuo.

Il dramma per chi nasce e cresce nel ghetto non e’ la povertà ma la mancanza di esempi positivi. La cosa importante non e’ dove ti trovi ma in quale direzione stai andando. E la direzione e’ influenzata dagli esempi che hai e dagli stimoli che vivi e che ti procuri

Fai attenzione al tuo ambiente . E’ importante perché l’ambiente in cui viviamo determina la persona che diventerai.

Vuoi fare l’atleta professionista? Circondati di atleti professionisti, frequenta atleti professionisti, scovali su facebook o su youtube vai a vedere gli allenamenti (lo stalking è reato  ) . Devono essere atleti vincenti cioè quelli che ti passano la mentalità giusta che è quella che vuoi avere tu per ottenere i tuoi successi. Tutto questo in qualche modo si crea iniziando un percorso di coaching potrai fare in modo di creare un ambiente potenziante ovvero che ci elevi e non ci abbassi.

Ricordati: si diventa migliori se si frequentano i migliori!!!

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Vuoi sapere cosa è la mentlità del campione… Leggi qui!!!

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Un esempio vale più di mille parole.
Perciò pubblichiamo questo pensiero di Barzagli, calciatore campione del mondo nel 2006 (sì vabbè è Juventino ma leggilo lo stesso).
Un campione sa che i limiti sono molto spesso auto-imposti e cerca sempre di superarli. Sa che nulla è dovuto, quindi lavora per ottenere dei risultati.

“Nella mia vita ho visto molti calciatori montarsi la testa. Fenomeni veri che a 15/16 anni smettevano di allenarsi. “Non mi serve… Non riesci a starmi dietro lo stesso”. Io invece nella mia carriera ho sempre continuato ad allenarmi duramente. In testa avevo un sogno che era quello di giocare ai massimi livelli. Sono diventato campione del Mondo. Ho vinto cinque scudetti di fila. Molti giovani che arrivano nei grandi club si sentono arrivati. Iniziano a vedere i primi milioni e non capiscono più nulla. Devi essere sempre attento a rimetterli in riga. Il mister dice di correre per 100 metri e loro a 20 metri dal traguardo rallentano. Un giorno vidi Dybala rallentare volutamente. Mi diede un tale fastidio che gli andai vicino e gli dissi: “Ragazzino cerca di correre 110 metri, non 80, perché qui sei alla Juventus… In un attimo sei fuori. Se ci riesco io a correre 100 mt a 35 anni, tu puoi correre 200 e non sentirli”. Mi ha chiesto scusa… In quel momento ho capito che non è uno dei tanti. Si vede che è un ragazzo che ha voglia di diventare un numero uno. Nella vita non bisogna mai pensare che tutto ti sia dovuto. Se sei un talento devi continuare a coltivare questa dote. Allenarti come un matto. Non devi mai montarti la testa, perché guadagni più della maggior parte delle persone. Se guadagni tutti quei soldi è grazie alla passione che ti dà la gente “comune”. Devi alzarti la mattina e ringraziare i tifosi prima di Dio. Non devi mollare mai perché le delusioni sono dietro l’angolo. Io non mollerò fino a quando Il mio cuore mi darà la forza per correre dietro quella palla”.

[Andrea Barzagli]

Sei pronto anche tu a diventare un campione?
Chiedici come !!!

LEZIONE DI RESILIENZA NR. 2

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La seconda lezione di resilienza del blog prende come esempio un grande personaggio : Alex Zanardi .
È da poco uscito il suo libro “Volevo solo pedalare” scritto a quattro mani con l’amico e giornalista Gianluca Gasparini. Il libro è bello da leggere, scorrevole e con tantissimi spunti di riflessione. Racconta di come Alex si sia dovuto reinventare dopo il brutale incidente, in cui ha perso le gambe. È noto a tutti come lo ha fatto cioè con grande intelligenza, buonumore e ottimismo. Con questo atteggiamento mentale ha realizzato tante imprese. Simbolicamente, è tornato in pista proprio lì, dove la sua gara si era interrotta, per completare i 13 giri mancanti…. E poi due ori e un argento alle olimpiadi di Londra e di Rio, la vittoria alla Maratona di New York e di Roma con la sua handbike, l’Ironman di Kona e tanto altro.
Alex Zanardi è un grande perché da l’esempio, anche se lui in varie interviste ha ammesso di non sentirsi una guida e un’ ispirazione per gli altri. Ha espresso con i fatti e non con le parole cosa è la RESILIENZA ovvero la capacità di risalire quando la vita rovescia la nostra barca. Alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. La metafora della barca rovesciata non è casuale, gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo ‘resalio’. Proprio nel non arrendersi mai e nel volere superare le difficoltà sta la capacità di essere resilienti.
Lo sport enfatizza lo stress e premia chi lo sa gestire meglio. Il vero campione è quello che viene fuori superando le difficoltà con la sua forza mentale.
Tu vuoi essere un campione ?
Bene !!! Devi allenare la tua resilienza . Se ti stai chiedendo se si può allenare la risposta è : ASSOLUTAMENTE SI . Ricorda che la Resilienza non è una condizione, ma un processo : la si costruisce lottando.
Se continui ad arrenderti alle difficoltà, se ogni sconfitta per te è un attentato mortale alla tua autostima , beh… hai proprio bisogno di allenare la tua resilienza. Ti serve un mental coach !!!
Non ti voglio lasciare senza alcune pratiche e utili informazioni che possono aiutarti , per cui ti voglio spiegare la tecnica ABCDE
Questa tecnica è illustrata nello splendido libro di Trabucchi “Resisto , dunque sono”.
Si tratta di una metodologia per cambiare la valutazione cognitiva degli eventi, inventata dal terapeuta Albert Ellis. In parole più semplici questa tecnica è utile per prendere consapevolezza del fatto che il nostro comportamento e le nostre reazioni di fronte ad eventi negativi, non dipendono direttamente dagli eventi, ma dalla nostra valutazione di essi.
Prima comprendi che il tuo comportamento e le tue reazioni agli eventi non sono determinate in maniera lineare dai fatti in sé ma dalla tua valutazione di essi, prima otterrai i risultati sperati.
La tecnica ABCDE è un ottimo strumento per analizzare il tuo personale stile di risposta agli eventi negativi, per identificare e cambiare i modi di pensare non funzionali. Vediamola nel dettaglio. Le lettere che danno il nome a questa tecnica non sono altro che delle iniziali:
• A di Adversity. La prima lettera sta ad indicare le difficoltà che possiamo incontrare nella nostra vita, gli eventi negativi su cui non abbiamo il controllo e che inevitabilmente accadono. Possono includere piccole “tragedie” come una partita o una gara andato male, un infortunio o difficoltà molto più rilevanti.
• B di Beliefs. La seconda lettera sta ad indicare le nostre credenze. L’insieme delle convinzioni che abbiamo maturato nel corso della nostra vita rappresentano il filtro attraverso il quale percepiamo la realtà.
• C di Consequences. La terza lettera del modello sta ad indicare le nostre reazioni emotive e fisiche agli eventi. Come avrai potuto capire, tali reazioni sono sempre la somma dell’evento e delle nostre credenze.
• D di Discussion. Le prime 3 lettere indicano la normale sequenza adottata dalla nostra mente di fronte ad un evento. Con la lettera D entra in gioco la resilienza. Quando siamo in grado di mettere in discussione le nostre reazioni irrazionali, iniziamo a riprendere il controllo della nostra vita.
• E di Effects. A differenza delle reazioni (consequences) gli effetti derivano dalla nostra messa in discussione delle nostre credenze. Se spesso sentiamo di non avere il controllo sulle nostre reazioni, gli effetti, in quanto risultato di un processo di rielaborazione della nostra mente, sono pienamente sotto il nostro controllo.
La tecnica ABCDE come va utilizzata ? A cosa serve realmente ?
Questo lo vedremo in un prossimo articolo del blog, STAY TUNED !!!!